Niente telecamere “fai da te” che inquadrano la strada pubblica

I centri residenziali, i condomini e in generale tutti i soggetti privati che vogliono installare telecamere di videosorveglianza rivolte verso le strade devono prima accordarsi con il proprio comune. Che diversamente può ordinare la rimozione immediata dell’impianto segnalando l’abuso direttamente all’Autorità garante. Lo ha chiarito il Tar Lazio, sez. II–bis, con l’inedita sentenza n. 3316 del 17 marzo 2020. Un centro residenziale alle porte di Roma ha installato dei sistemi di videosorveglianza applicando anche dei cartelli di avvertimento.

Il comune ha quindi imposto con un’ordinanza urgente la rimozione delle telecamere e contro questa determinazione il centro residenziale ha proposto censure al collegio ma senza successo.

Secondo il Garante, specifica la sentenza, «l’impianto privato di videosorveglianza non deve inquadrare le zone soggette a pubblico passaggio; per queste ultime sarebbe competente solo il comune» ai sensi dell’art. 6 del dl 11/2009, convertito nella legge n. 38/2009, al fine di prevenzione dei reati e di controllo del territorio. E in questo caso lato privacy troverebbe applicazione non tanto il regolamento europeo sulla protezione dei dati ma la direttiva 2016/680 per le attività di polizia, prosegue il collegio.

Anche i privati possono installare telecamere sulle strade ma le immagini le possono vedere solo le forze di polizia e previo accordo con il comune in virtù delle espresse indicazioni contenute nel pacchetto sicurezza del 2017. L’installazione di impianti di videosorveglianza da parte di privati è quindi ammessa solo nelle aree di stretta pertinenza dell’interessato.

Se un privato vuole riprendere zone soggette a pubblico passaggio occorre stringere preventivamente accordi con i comuni che diventeranno titolari del trattamento ed avranno un accesso esclusivo a quelle telecamere. In buona sostanza un quartiere residenziale può installare telecamere solo se all’interno del suo perimetro circolano solo i residenti.

Se l’accesso è invece aperto al pubblico transito le telecamere le può utilizzare solo il comune per finalità di tutela della sicurezza urbana e della sicurezza pubblica, se richiesto.

Fonte: Italia Oggi del 23 aprile 2020 tramite Federprivacy

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