A Livorno un braccialetto elettronico per gli spazzini: è polemica

spazzini

Da un paio di giorni alcuni degli operatori ecologici addetti alla nettezza urbana di Livorno svuotano i cassonetti e al polso hanno uno strano braccialetto tecnologico. «Sembrano Robocop», hanno subito ironizzato i livornesi, ma dopo le battute di spirito sono arrivate le polemiche. E soprattutto la denuncia della Cgil che parla di «un odioso sistema di controllo elettronico dei lavoratori che viola ogni accordo sindacale» e minaccia una mobilitazione mai vista prima con tanto di super sciopero. Ma dietro gli «spazzini Robocop», una settantina di lavoratori della Avr di Roma, società che gestisce in appalto per conto della municipalizzata Aamps una parte della pulizia urbana, si nascondono anche polemiche politiche contro il Comune pentastellato di Livorno e contro l’azienda municipalizzata, diventata un modello da seguire dopo il salvataggio avvenuto con un contestatissimo concordato preventivo che fece scalpore in tutta Italia.

Un lettore, niente satellite

«E’ stata l’Aamps a spingere perché i lavoratori della ditta esterna fossero dotati del dispositivo – dice Giovanni Golino, segretario generale Funzione pubblica Cgil di Livorno -. La nostra città ha sempre garantito la dignità dei lavoratori che adesso rischia d’essere calpestata con questa trovate hi-tech». Golino infine annuncia una battaglia durissima contro lo «stile Amazon», tra le prime società a introdurre anche in Italia il braccialetto. «Non è un sistema di controllo non c’è il satellite (Gps) – replica il Comune – ma un semplice lettore, come quelli usati quando si fa la spesa al supermercato, che certifica solo lo svuotamento di un cestino. Una tecnologia al servizio del cittadino che paga le tasse e nulla a che vedere con Amazon».

I sindacati: «Non serve»

L’amministrazione comunale specifica poi che un servizio simile è già in uso a Lucca per la raccolta porta a porta dei rifiuti. Affermazioni smentite dalla Cgil. «E’ falso, il Gps che controllo il movimento del lavoratore c’è eccome – ribatte Golino – ed è una palese violazione dell’articolo 4 della legge 300 che impone in questi casi un accordo sindacale o una presa di posizione dell’ispettorato del lavoro che non ci sono stati». Secondo i sindacati, infine, la pulizia delle strade di Livorno è molto migliorata negli ultimi anni e dunque non ci sarebbe alcun motivo di introdurre il braccialetto.
Fonte: Corriere.it

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